Natura e politiche contro gli alberi d’arancia
Francesca
Il 9 aprile i futures del succo di arancia hanno registrato un aumento del 182,90 con una variazione del 100,00%. Questo aumento rispetta perfettamente le previsioni del report della USDA, che aveva atteso un calo della produzione negli Stati Uniti. Si attende poi la pioggia in Florida, lo Stato leader nella produzione di arance.
In ogni caso i raccolti sono inferiori rispetto a quelli degli anni precedenti ed è improbabile una risalita in breve tempo. Questo significa che i prezzi medi per il mercato del succo di arancia rimarranno ancora più alti della media, e forse saliranno ancora.
Spieghiamo in breve il perché di questa tendenza al rialzo dei prezzi. I due più importanti produttori al mondo di arance sono la Florida e il Brasile, dunque è qui che dobbiamo ricercare le cause della riduzione dell’offerta.
Partiamo dalla Florida, di cui abbiamo già accennato in principio. Ogni anno pare sia più difficile far crescere le arance nello Stato americano. Il 9 marzo del 2007 l’USDA ha ridotto la sua stima per il raccolto 2006/2007 in Florida da 140 a 132 milioni di scatole. È la più bassa stima effettuata nel corso degli ultimi 17 anni. Inoltre lo scorso 7 febbraio il Florida Field Office dell’USDA ha calcolato che il numero di alberi di arance era solo di 70,85 milioni di alberi su 529,241 acri totali. Il 14% in meno rispetto a due anni prima.
Passiamo quindi al Brasile. Il Governo prevede nel 2007 una produzione di 17,9 milioni di tonnellate di arance, meno rispetto ai 18,1 milioni di tonnellate dell’anno precedente. Ma si prevedono ulteriori problemi per la produzione brasiliana. La natura stessa pare si sia messa contro gli alberi di arancia. Ne ha sterminati più di due milioni in Brasile, con una malattia per cui ancora non si è trovata causa. Le preoccupazioni si rivolgono ora ai nuovi alberi, in quanto la malattia si è già diffusa in tutto il territorio e le arance non ancora mature sono quelle che corrono i rischi maggiori.
Inoltre gli Stati Uniti d’America hanno imposto il 9 gennaio del 2006 una tassa del 15% agli esportatori brasiliani. La tariffa era stata fissata nel 2005 ed era prevista con un importo del 31% sul succo di arancia brasiliano scaricato negli Stati Uniti. Ademerval Garcia, Presidente del Brazil Association of Citrus Exporters, pare però fiducioso. Ha infatti affermato in un’intervista a San Paolo dello scorso 23 marzo che non ci sarà un ulteriore crollo della produzione quest’anno.
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