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Etanolo: sogno o incubo?

20 Aprile 2007 autore Francesca

Il 20 aprile il future di etanolo di maggio è calato di 3,5 centesimi chiudendo il contratto a $2,156 per gallone. Anche la seduta del 19 aprile era stata negativa, chiudendo a –0,03 con una variazione del –1,62%. L’attesa più grande è quella di scoprire se il sogno mais-etanolo si trasformerà in un incubo come è successo per la coppia zucchero-etanolo. Olivier Jakob, direttore manageriale del Trade Advisory Firm Petromatrix proclama prudenza. Il fattore etanolo potrebbe essere sopravvalutato per il mais come lo è stato per lo zucchero. Come i prezzi dello zucchero, infatti, anche i prezzi del mais hanno incrementato la stagione sull’onda della mania per l’etanolo, attirando tutta l’attenzione degli speculatori. Ma gli analisti sono prudenti nei confronti di questi alti livelli, alcuni addirittura si aspettano che il mais seguirà i passi dello zucchero, soffrendo quindi di un’intensa correzione dei prezzi.

La popolarità dei carburanti alternativi, come l’etanolo, è incrementata negli ultimi anni in quanto i governi lo vedono come una sorta di panacea per combattere la dipendenza dal petrolio, il cambiamento climatico e i bassi redditi rurali. Il Brasile e gli Stati Uniti sono stati tra i leader di questa corrente “pro-etanolo”, conducendo le produzioni di etanolo grazie all’utilizzo delle materie prime locali: canna da zucchero per il Brasile e mais per gli Stati Uniti.

Attenzione però alle conseguenze. Abbiamo visto come l’incremento ossessivo della produzione di zucchero sia stata fallimentare per i prezzi. Si prevede infatti quest’anno che l’output globale di zucchero sorpasserà il consumo di quasi 9milioni di tonnellate, determinando dunque, come abbiamo già visto, il crollo dei prezzi.

C’è chi afferma però, come l’analista Stephen Previs, che “zucchero e mais siano animali diversi”. Egli asserisce che, mentre lo zucchero è “bearish” (ribassista), il mais sarebbe “bullish” (rialzista) per via della crescente domanda da parte di mercati emergenti quali la Cina. L’influenza dell’etanolo sul mais sarebbe dunque come “gettare benzina su un fuoco già acceso”. Pervis ha solo posto una riserva a questo trend rialzista. Sul lungo periodo, infatti, il settore dell’etanolo potrebbe essere nei guai se i prezzi del petrolio continuassero a scendere. Ma fino ad ora l’industria non pare dare reali segnali di rallentamento.

A testimonianza di ciò l’Associazione Renewable Fuels dichiara che 80 “biorefineries” di etanolo sono in costruzione e 7 espansioni sono già progettate sui 114 impianti in gestione. Questi numeri profumano decisamente di ottimismo.

Per quanto tutti questi discorsi parrebbero condurre ad un ulteriore aumento dell’utilizzo dell’etanolo, potrebbe non essere così. Un recente studio di Mark Z. Jacobson della Stanford University dimostra infatti che le miscele ad alto tenore di etanolo pongono un rischio altrettanto elevato rispetto alla benzina. Questa scoperta cambierebbe gran parte delle politiche dei Governi, che fino ad oggi, come abbiamo detto, tendevano ad un incentivo della produzione di etanolo. Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista on line “Environmental Science & Technology”, i veicoli a E85 potrebbero ridurre le concentrazioni atmosferiche di due cancerogeni come il benzene e il butadiene, ma al tempo stesso incrementerebbero quelle di altri due composti tossici, come la formaldeide e l’acetaldeide. Per Jacobson “i fattori di rischio per i tumori nei due casi sono simili. Tuttavia in alcune zone l’E85 aumenterebbe i livelli di ozono”. Se fosse accertato ulteriormente, questo studio potrebbe ribaltare l’attuale corrente “pro-etanolo”.

Categorie: Commodity, Etanolo, Mais, Zucchero |

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