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Metalli e crisi di primavera

15 Maggio 2007 autore Francesca

Siamo in un periodo di “crisi primaverile” per i metalli o, come dicono alcuni analisti, siamo in attesa della crisi estiva. In ogni caso, un dato è certo: i metalli preziosi, ed in particolare l’argento, stanno subendo le ripercussioni di fenomeni più o meno collegati che ne influenzano il prezzo. Ieri al CBOT sia l’oro che l’argento sono calati, in parte a causa delle vendite concomitanti del rame e di altri metalli di base. L’oro di giugno è sceso di $2,30 a $670,00 l’oncia, mentre l’argento di luglio è sceso di 8,6 centesimi a $13,231 l’oncia.

Un dato che è anche da collegarsi con l’andamento del dollaro, come spesso avviene nel campo delle commodities e in particolare dei metalli preziosi. Gli analisti affermano a riguardo che il dollaro americano sarà sempre più al centro dell’interesse dei metalli preziosi, per studiarne e prevederne l’andamento.

Altro fattore contingente per l’andamento altalenante e in alcuni casi imprevedibile dei metalli, nella fattispecie argento e zinco, è la gestione politica delle miniere in Bolivia.

Evo Morales, Presidente della Bolivia dal 2005, è stato eletto a maggioranza assoluta grazie anche al supporto ricevuto dai moltissimi minatori del Paese. L’obiettivo di tutte le sue azioni politiche è quello di ridare il denaro in mano alla gente del suo paese, ma nella situazione in cui si trova la Bolivia non sempre tutto è facile. Lo ha scoperto sulla sua stessa pelle, quando gli stessi minatori che prima lo avevano portato alla presidenza hanno cominciato a lanciare dinamite per le strade boicottando la proposta di Morales di aumentare il controllo da parte dello Stato sulle miniere, di alzare le tasse e di selezionare al meglio gli investitori stranieri occasionali.

La controversia si è risolta con un blocco delle tasse al livello corrente , ma le miniere necessitano di nuove tecnologie, così come i minatori necessitano di una maggiore assistenza e di una sicurezza sul lavoro che oggi non viene loro garantita.

I salari dei minatori sono al momento saliti come i prezzi dei minerali estratti proprio a causa di queste controversie, ma per quanto questo possa momentaneamente soddisfare i lavoratori delle cooperative, certo non si tratta di una soluzione definitiva.

Da notare infatti a riguardo che, per quanto la Bolivia sia il più grande produttore al mondo di stagno, e una fonte significativa per zinco e argento, ciò che l’anno scorso è riuscita a trattenere dai profitti minerari è di solo il 5% del totale. Una situazione evidentemente da risolvere in maniera migliore per il Paese.

Categorie: Commodity, Metalli, Oro, Argento |

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