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Benzina e petrolio riscaldano il fine settimana

25 Maggio 2007 autore Francesca

Fine di settimana bollente per benzina e petrolio, i cui prezzi stanno fortemente risentendo della situazione politica ed economica mondiale. I futures di benzina hanno rilevato ieri un rialzo dello 0,04 con una variazione percentuale dell’1,74% chiudendo a $2,267. Il petrolio invece è in calo, scendendo di 1,59 con una variazione del –2,48% e chiudendo a $64,18. Analizzando più in profondità la situazione vediamo come e perché i prezzi dei futures delle due commodity stanno subendo queste variazioni.

I prezzi della benzina sono saliti ieri dopo l’ennesima serie di interruzioni di corrente alle raffinerie americane, in particolare alle raffinerie di Valero Energy Corp.’s McKee in Sunray, Texas e alla ConocoPhillips’ Alliance in Belle Chasse, La. L’effetto di tali interruzioni è stato ancora più forte in quanto esse sono capitate a ridosso del primo weekend d’estate, l’americanissimo “Memorial Day”.

L’Energy Department ha dichiarato mercoledì che gli spegnimenti addizionali delle raffinerie e la chiusura per manutenzione faranno incrementare ulteriormente i prezzi dei futures di benzina. Ieri già hanno sfiorato un livello quasi da record: $3,227 il gallone. Ma il vero record sarà raggiunto nel caso in cui i prezzi dovessero sorpassare i $3,29 il gallone, superando il picco di inflazione raggiunto nel marzo del 1981.

James Cordier, presidente del Liberty Trading Group, dichiara che è probabile che i prezzi raggiungeranno i $3,75 quest’anno anche perché ancora non si sa con esattezza quando le raffinerie si fermeranno per il periodo di manutenzione. Il problema a riguardo è che negli Stati Uniti le raffinerie sono sempre le stesse, e non ci sono incentivi per crearne di nuove.

Per quanto riguarda il petrolio, la questione è un po’ più complicata. I traders hanno calcolato che gli inventari di greggio americano, già abbondanti, aumenteranno probabilmente ancora di più. Questo ha fatto sì che i futures di greggio scendessero ieri di 1,75 a $64,02 il barile. Detto questo bisogna fare una precisazione che potrebbe determinare i possibili cambiamenti di rotta nei prezzi le prossime settimane.

Il grezzo del Brent, i cui futures sono scambiati alla borsa di Londra, sono al contrario saliti di 5 centesimi a $70,65 il barile. Lo slancio iniziale è stato ancora più forte, sopra i $71 il barile, alla notizia che l’Iran avrebbe allargato il suo programma di arricchimento di uranio e che la Marina degli Stati Uniti tiene delle esercitazioni non annunciate nelle vicinanze della costa iraniana. Secondo l’U.S. Energy Information Administration, i traders e gli analisti temono che un conflitto con l’Iran possa portare alla chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui le petroliere spediscono 17 milioni di barili di petrolio greggio al giorno.

Categorie: Commodity, Energetici, Petrolio, Benzina |

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