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Gli energetici in “Whack a Mole”

27 Luglio 2007 autore Francesca

Grande ribalta ieri per i prezzi del petrolio greggio. Il greggio leggero di settembre è caduto di $1,09 a $74,79 New York Mercantile Exchange, mentre il Brent greggio di settembre è sceso di $1.32 a $75 il barile sull’ICE Futures Exchange di Londra. I prezzi del petrolio sono dunque scesi di più di $1 al barile ieri a causa della vendita speculativa dopo la copertura dei $77 il barile di mercoledì. Questi movimenti di prezzo hanno sia una causa che una o più conseguenze. Vediamole nel dettaglio.

Mentre il greggio perde terreno nella giornata di giovedì, il Dow Jones industriale guadagna più di 400 punti, nonostante ci fosse alcun tandem tra i due mercati. Il mercato finanziario può infatti ignorare l’andamento del greggio per alcuni mesi, ma prima o poi reagirà di conseguenza, così ha dichiarato ieri alla chiusura delle borse Tim Evans, analista di energia al Citigroup di New York.

L’inversione pomeridiana del mercato del petrolio non può infatti essere legata a uno qualunque dei promotori di prezzo usuali, ma è un gigantesco gioco di “Whack a Mole” (ndr. Letteralmente “batti la talpa”, un gioco da tavolo che consiste nel dare martellate alle talpe che escono inaspettatamente senza preavviso da varie tane), in cui non si possono fare calcoli su come reagirà il mercato e dunque si deve approfittare delle occasioni che si scorgono.

I prezzi del petrolio americano hanno superato quelli del Brent di Londra giovedì per la prima volta in cinque mesi. La saturazione delle provviste a Cushing, Oklahoma, punto di consegna per il greggio commerciato sul Nymex, aveva già tenuto dal mese di febbraio il petrolio americano insolitamente più in basso rispetto alla solita valutazione del Brent.

La relazione sulle provviste settimanali rilasciata dall’U.S Energy Department mercoledì ha comunque mostrato un declino di 1,4 milioni di barili negli inventari di petrolio del magazzino di Cushing. Già la chiusura in aumento di giovedì però, nonostante il calo giornaliero, mostra che i futures del greggio torneranno alla rincorsa di nuovi record verso l’alto.

Rob Laughlin, broker al MF Global afferma a riguardo che è altamente probabile che vedremo il prezzo salire a $80 il barile. Non abbiamo infatti ancora assistito alla “tempesta” quando ci sarà la domanda da parte delle raffinerie di greggio proveniente dai magazzini di Cushing.

Nel dettaglio di quanto è successo ieri ai prezzi degli energetici, vediamo che il petrolio al Nymex è caduto di 3,30 centesimi a $2,0329 il gallone mentre i futures di benzina sono scesi di 1,19 centesimi a $2,0760 il gallone. I prezzi del metano sono invece saliti di 2,6 centesimi a $5,951 per 1.000 piedi cubici.

Categorie: Commodity, Energetici, Petrolio, Benzina |

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