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Conseguenze del terremoto in Cile

15 Novembre 2007 autore Francesca

Mercoledì, dopo il terremoto che ha colpito il Cile del Nord causando almeno due morti, i prezzi del rame sono saliti verso l’alto. La paura è cresciuta all’interno delle varie Borse mondiali poiché il Paese è il più grande produttore al mondo del metallo. Anche altri mercati hanno risentito di un balzo verso l’alto, tra questi il mercato dell’energia e dell’oro, da sempre considerato isola di salvezza contro l’inflazione e che è nuovamente salito oltre i $800 l’oncia.

Codelco, la società statale cilena che si occupa del rame, ha dichiarato che le sue miniere nella zona a rischio non hanno subito grossi danni, ma solo frane minori.

Intanto ieri i futures di rame sono saliti di 18,95 centesimi, chiudendo a $3,2965 la libbra al New York Mercantile Exchange e hanno guadagnato il 2,6% al London Metal Exchange.

Nel frattempo, come anticipato, anche altri futures sono saliti verso l’alto. Il petrolio di dicembre è salito di $2,92 a $94,09 il barile al New York Mercantile Exchange, mentre i futures di benzina sono saliti di 5,37 centesimi a $2,3704 il gallone. Nel settore agricolo la soia, mais e frumento hanno seguito i prezzi di petrolio e benzina a causa della produzione di biofuels. I futures di soia sono saliti di 23,25 centesimi chiudendo a $10,795 lo staio al Chicago Board of Trade, il più alto livello dal 2004. il frumento di dicembre è salito di 4,5 centesimi a $7,525 lo staio, mentre il mais ha guadagnato 8,25 centesimi chiudendo a $3,83 lo staio.

Categorie: Metalli, Energetici, Agricoli, Oggi nel mondo |

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