Coloniali, fondi e politiche
Francesca
Il mercato quest’anno è in subbuglio. L’economia americana ha subito forti scossoni, le elezioni si avvicinano e nulla pare certo tra guerre per il petrolio e scontri per l’ambiente. Etanolo, benzina, carne…tutto inquina, forse perché siamo noi in troppi oppure perché troppi di noi prestano poca attenzione alle azioni che quotidianamente influiscono sull’ambiente che ci fa da casa. In questo periodo di incertezza e di sobbalzi di mercato, ecco che il trading elettronico e i fondi finanziari fanno da padroni nel mondo delle commodity. Vediamo quel che è accaduto nel settore dei coloniali.
In un periodo tendenzialmente rialzista per i prezzi del cacao, ecco che arrivano le correzioni, grande opportunità per un mercato che ha ancora una forte tendenza al toro. Ieri i prezzi del cacao hanno chiuso a 2.334, con un calo del -20,00 e una variazione percentuale del -0,86%.
Questa situazione altalenante dei prezzi del cacao, così come accade nel mercato del caffè e del cotone, è in parte dovuto alla tattica commerciale dei grandi fondi, che comprano i futures al minimo indice e li tengono come buono di rientro in caso di rischio.
Mentre attendiamo dunque un rialzo per il cacao, vediamo che ieri il caffè ha chiuso a 143,30 con un rialzo del +0,15 e una variazione percentuale del +0,10%, un buon potenziale per andare a raggiungere ne prossimi giorni il livello dei 145!
Anche questo è una conseguenza degli acquisti dei fondi, che hanno prima fatto abbassare i prezzi e poi li hanno riportati in alto in prossimità della scadenza del contratto di marzo. Parrebbe ovvio, dunque, un ulteriore rialzo per approfittare dei sobbalzi nella tendenza al toro.
Arriviamo infine al cotone, i cui prezzi hanno sfruttato la situazione dei mercati dei grani e sono cresciuti stabilmente. Dopo alcune punte di prezzo in limit-up che hanno fatto salire i prezzi fino ai livelli del 69.90 il 23 gennaio, ieri i futures del cotone hanno chiuso a 68,41 scendendo di -0,26 con una variazione percentuale del -0,38%.
Non possiamo fare previsioni di lungo termine, anche perché il mercato del cotone è strettamente legato alla situazione dei mercati di mais e frumento i quali, a loro volta, dipendono dalle decisioni politiche sulla produzione di etanolo.
Questioni molto delicate dunque, che vanno ben al di là delle tattiche commerciali dei grandi fondi.
