La zona Euro
Francesca
Nel mese di marzo l’attività nel settore dei servizi ha subito un rallentamento più consitente del previsto in tutta l’area dell’euro, in particolare in Germania. I dati mostrano come il rallentamento dell’attività economica sia stato accompagnato da un aumento costante dei prezzi. Questo dato è decisamente preoccupante per la Banca Centrale Europa, che sta portando avanti la sua lotta contro l’inflazione da mesi.
Il Purchasing Managers Index per il settore dei servizi è sceso a 51,6 nel mese di marzo dai 52,3 del mese precedente. La Banca Centrale Europea resta orientata al problema del tasso di inflazione che era del 3,5% per il mese di marzo, ben sopra al 2% che la Banca si è prefissata come obiettivo. In particolare si nota che quest’anno l’aumento più repentino si è riscontrato nel settore alimentare ed energetico.
Il crollo del settore dei servizi mostra come i momenti di crisi si trasmettano da un mercato all’altro. Non è un caso infatti che proprio in questo periodo il settore finanziario stia attraversando una fase alquanto turbolenta.
Il PMI tedesco è sceso nel mese di marzo a 51,8 rispetto ai 52,2 del mese di febbraio. L’attività è anche rallentata in Francia, dove il PMI è sceso a 57,3 dai 58,2 del mese precedente. Tuttavia le economie dei due Paesi più grandi del blocco europeo continuano ad avere una resa maggiore rispetto ai loro vicini più piccoli, tra cui la nostra Italia. I dati del PMI di Italia, Spagna e Irlanda hanno infatti dimostrato che tutte le attività del settore dei servizi si sono contratte ulteriormente nel mese di marzo.
Nel dettaglio possiamo dire che il PMI spagnolo ha raggiunto in assoluto il livello più basso, scendendo a 40,9 da 46,1. Il PMI irlandese è sceso a 48,1 da 48,3, il livello più basso dal maggio del 2003. In Italia, infine, l’indice ha continuato a mostrare una contrazione, nonostante il PMI sia salito a 48,8 da 47,2. In definitiva sia l’Italia che la Spagna, ma anche tutto il resto del blocco europeo, stanno vivendo un collasso della domanda che necessariamente avrà conseguenze negative su tutti i mercati europei.
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