Regolare la volatilità dei prezzi?
Francesca
Messi di fronte alle denunce di tutto il settore agricolo, i Federal Regulators sono in ballo tra alcune proposte che potrebbero permettere agli investitori istituzionali di aumentare la propria partecipazione nel turbolento mercato dei futures. Ecco in sintesi quello che è il circolo vizioso del settore alimentare, la cui volatilità preoccupa in particolare i produttori agricoli.
A causa dello straordinario aumento dei prezzi del raccolto, i mercati attirano una marea di capitale da parte dei fondi di investimento, come i fondi per le pensioni e gli index delle commodity; questi fondi sono divenuti un mezzo per i singoli investitori di speculare sull’impennata dei prezzi delle materie prime, in particolare per quanto riguarda i mercati agricoli ed energetici. La speculazione crea una volatilità sempre maggiore dei prezzi.
La nuova proposta di regolamentazione cambierebbe l’intera situazione, modificando la dimensione del gioco finanziario di speculazione all’interno del singolo mercato ed esentando i fondi di index commodity dai loro limiti più alti.
A tal riguardo Lukken Walter, presidente della Commodity Futures Trading Commission, è intervenuto alla conferenza di martedì scorso, conferenza in cui si è appunto parlato di questa proposta e delle sue possibili conseguenze sul mercato future e cash. Data l’attuale incertezza dei mercati è infatti opportuno rimanere alquanto prudenti su iniziative di un certo calibro.
Il gruppo CME, proprietario del Chicago Board of Trade, aveva inizialmente appoggiato la proposta di cambiamento, per poi tornare sulle sue scelte dichiarando indispensabile una moratoria prima di approvare la proposta. Motivo? Non vogliono essere accusati di peggiorare ancora di più la situazione di un mercato già in crisi.
Gli agricoltori contano sui mercati futures e sulle relative opzioni di mercato per ottenere una copertura contro il rischio di un crollo dei prezzi sul raccolto futuro. Molti incolpano i nuovi investitori istituzionali di avere incrementato la volatilità del mercato, anche se i fondi contestano l’ipotesi in quanto è solo una teoria, non confermata dalla pratica.
Al crescere della volatilità, i futures e le opzioni diventano più costosi e meno affidabili quale strumento di copertura. Gli agricoltori di grano, i coltivatori di cotone e gli spedizionieri, i proprietari dei macchinari per il grano e i produttori di riso, tutti hanno espresso le loro preoccupazioni per le oscillazioni selvagge dei prezzi e la conseguente crescita del prezzo di copertura dei costi.
La maggiore preoccupazione è per le operazioni di copertura. Un esempio delle difficoltà di questa situazione: il mercato del cotone è giunto a un punto morto dall’inizio di marzo, proprio in un momento in cui i prezzi e la volatilità sono saliti a livelli storici. Vogliamo sapere qual è la parte più stupefacente? Quest’anno era previsto un anno al ribasso per il mercato del cotone!
Tutti gli oratori del settore agricolo che si sono espressi martedì hanno dichiarato la loro preoccupazione riguardo all’ipotesi che le banche possano fornire agli imprenditori del settore agricolo un credito per soddisfare i più elevati costi di mantenimento delle posizioni di copertura. Le banche si sono mostrate comunque disponibili a incoraggiare per il futuro la disponibilità di credito in casi di volatilità di prezzo delle varie colture. Da vedere quello che realmente accadrà e quali saranno le effettive conseguenze.
