Bovini americani in Corea del Sud
Francesca
In Corea del Sud sbarcano una nuova ondata di panico da mucca pazza. Le carni bovine ad esserne affette sono quelle provenienti dagli Stati Uniti, ma gli ispettori coreani hanno dichiarato che la loro opera di controllo è stata ritardata.
Nel mese di aprile la Corea del Sud ha firmato un concordato per revocare l’embargo sulle importazioni di carne bovina dagli Stati Uniti, ponendo però come clausola la possibilità di fare controlli sulle carni importate dagli USA.
Dal 2003, infatti, Seoul aveva vietato le importazioni per le spedizioni contenenti materiali legati alla trasmissione dell’encefalopatia spongiforme bovina, meglio conosciuta come morbo della mucca pazza.
Lo scorso giovedì si è diffusa la preoccupazione per le carni in arrivo; per cercare di tamponare il dilagare del panico i piani ufficiali prevedevano l’invio di ispettori già ieri agli impianti statunitensi, per controllare le carni importate.
L’invio degli ispettori è stato però rimandato a causa di alcune divergenze politiche sulla questione della quantità dei controlli da effettuarsi e sulla loro programmazione.
I leader dell’opposizione hanno dichiarato che non hanno intenzione di tornare a un libero commercio finché gli ispettori di Seoul non saranno liberi di esaminare le carni bovine importate. Kim Hyo-seuk ha dichiarato, infatti, l’inutilità della discussione sulla ratifica di un contratto di libero commercio senza affrontare a fondo la questione della qualità delle carni importate dagli Stati Uniti.
Nel frattempo ieri il mercato futures delle carni bovine ha risentito di questa situazione politica e ha registrato un calo. Il contratto in scadenza a giugno ha chiuso ieri a 94,300 scendendo del –0,23 con una variazione percentuale del –0,24%.
