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Via col vento

20 Maggio 2008 autore Francesca

I futures energetici sono sempre in aumento, ieri la benzina ha chiuso a 3,2278 con una variazione dello 0,47%; mentre il petrolio ha chiuso a 126,72 lasciandosi ormai alle spalle la famosa e tanto annunciata quota 100. Tutto il mondo civilizzato ha un bisogno primario di energia: come risolvere la questione dato che anche l’etanolo, il biofuel per eccellenza, continua la sua scalata portandosi dietro le varie materie prime agricole da cui è prodotto?

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di alleggerire la domanda mondiale di materie prime energetiche sfruttando altre fonti, dall’energia solare a quella eolica, che spesso ancora sono troppo poco utilizzate. A tal proposito è nato un importante dialogo all’interno della politica americana, in questo periodo assai vivace.

Quattro grandi torri bianche hanno “invaso” la piccola azienda agricola del comune di Rock Port, in Missouri. La loro presenza è imponente, sono alte ben 81 metri, ma le turbine eoliche hanno ricevuto un caloroso benvenuto da tutta la popolazione locale, felice di godersi un’elettricità pulita. L’energia eolica, infatti, non inquina l’ambiente, fornisce entrate fiscali e crea posti di lavoro, così ha affermato Eric Chamberlain, dirigente del Wind Capital Group.

Mentre l’etanolo ha subito una forte crescita, l’energia eolica rappresenta negli Stati Uniti un misero 1%. Per fortuna c’è chi sta osservando l’importanza e la fruibilità di tale tipo di elettricità, tanto che in questi giorni la discussione ha raggiunto il palco politico.

Secondo Randall Swisher, direttore esecutivo della American Wind Energy Association, le persone si stanno finalmente accorgendo dell’impatto climatico del nostro modo di vivere e della conseguente necessità di trovare delle alternative meno dannose.

A dimostrazione di ciò basti dire che l’anno scorso si è registrato un record di 3100 turbine installate in 34 Stati USA per un totale di oltre 25000 turbine in uso negli Stati Uniti, per un investimento di 15 miliardi di dollari.

Secondo le stime del Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti, entro il 2030 l’energia eolica potrebbe fornire il 20% dell’energia elettrica totale degli USA. Dato importante se si pensa alla necessità di rompere la dipendenza dello Stato dal costo di petrolio, gas naturale e carbone.

Sulla questione eolica, il Senatore Barack Obama, in cerca della nomina democratica per la presidenza, ha proposto di investire 150 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per gli investimenti in energie alternative, tra cui eolica, solare e il biodiesel. Hillary Clinton, sua rivale per la nomina, propone altresì l’investimento di 150 miliardi di dollari in 10 anni, con lo scopo di raggiungere quello che ha definito un “nuovo futuro energetico”. Simili dichiarazioni di supporto per l’energia eolica sono arrivate anche dalla parte repubblicana della contesa, anche se non si è parlato in maniera così dettagliata dell’investimento futuro.

C’è però anche chi critica lo sfruttamento dell’energia eolica, in quanto l’imposizione delle turbine rovinerebbe i paesaggi e gli habitat della fauna selvatica. Rimane di certo però il problema dell’estemporaneità del vento quale forma energetica. Le turbine, infatti, non possono essere ancora l’unica fonte di alimentazione energetica, ma un mero supplemento. Considerando però la situazione di crisi globale, tale mero supplemento diventa fondamentale se non vogliamo essere risucchiati dal rincaro del petrolio e degli energetici.

Categorie: Commodity, Energetici, Petrolio |

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