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	<title>CommodityTrader</title>
	<link>http://www.commoditytrader.it</link>
	<description>commodity, future e trading sulle materie prime</description>
	<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 12:48:13 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Insicurezza finanziaria</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 12:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Metalli</category>

		<category>Oro</category>

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		<description><![CDATA[Gli investitori cercano conforto nell’oro: torna il fascino del metallo prezioso quale paradiso sicuro contro le paure di un sistema finanziario globale sempre in bilico. I movimenti di acquisto da parte dei grandi Fondi ETF è prova che gli investitori sono ancora molto preoccupati del rischio di un crollo nel sistema finanziario americano.

Come conseguenza immediata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli investitori cercano conforto nell’oro: torna il fascino del metallo prezioso quale paradiso sicuro contro le paure di un sistema finanziario globale sempre in bilico. I movimenti di acquisto da parte dei grandi Fondi ETF è prova che gli investitori sono ancora molto preoccupati del rischio di un crollo nel sistema finanziario americano.<br />
<a id="more-118"></a><br />
Come conseguenza immediata ieri <strong>l’oro ha raggiunto il massimo degli ultimi quattro mesi</strong> a quota $973,70 l’oncia, dopo aver accumulato un rialzo dell’11,5% nel corso delle ultime quattro settimane.</p>
<p>Non è un caso, dunque, se al momento le aspettative dei traders sono che il future dell’oro salga oltre i $1000 l’oncia nel corso del prossimo mese.</p>
<p>Proprio come aveva fatto a metà marzo, quando l’oro aveva raggiunto la quota record di $1.030,80 l’oncia, anche se era poi rientrato restando a lungo a quota $950, mettendo a dura prova la resistenza di tale livello.</p>
<p>Il rialzo dell’oro va a discapito del settore gioielleria. Lo stesso lunedì la Turchia ha annunciato che <strong>le esportazioni dei gioielli in oro sono scese</strong> di circa un quarto nel mese di giugno.</p>
<p>La Turchia, che è uno dei maggiori produttori di gioielli in oro, ha dichiarato che le esportazioni per il primo semestre del 2008 sono diminuite del 13,7% a 38,5 tonnellate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.</p>
<p>Il crescente spostamento degli investimenti sul future dell’oro ci fa capire che gli investitori hanno perso fiducia anche in altre attività, solitamente considerate ancore di salvezza nei tempi più turbolenti, come il franco svizzero che ieri è sceso del -0,69%.
</p>
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		<title>Il G8 di Toyako</title>
		<link>http://www.commoditytrader.it/2008/07/08/g8-di-toyako/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 14:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Energetici</category>

		<category>Agricoli</category>

		<category>Oggi nel mondo</category>

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		<description><![CDATA[Il G8 di Toyako si chiude con la stesura di un documento comune che fissa gli obiettivi di medio e lungo periodo su alcune delle tematiche più rilevanti a livello globale, quali la crescita globale, il commercio, la sicurezza energetica e le materie prime.

Nel vertice dell’anno scorso in Germania il G8 si era limitato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il G8 di Toyako si chiude con la stesura di un documento comune che fissa gli obiettivi di medio e lungo periodo su alcune delle tematiche più rilevanti a livello globale, quali la crescita globale, il commercio, la sicurezza energetica e le materie prime.<br />
<a id="more-117"></a><br />
Nel vertice dell’anno scorso in Germania il <strong>G8</strong> si era limitato a mettere per iscritto che gli Otto Grandi avrebbero preso “seriamente in considerazione” la possibilità di una riduzione di Co2 per frenare il riscaldamento globale del pianeta.</p>
<p>Quest’anno, col coinvolgimento non solo delle potenze emergenti ma anche dei circa duecento Paesi che partecipano in sede Onu alle discussioni sul clima, l’accordo prevede un ambizioso taglio del 50% delle emissioni entro il 2050.</p>
<p>Parallelamente alla questione climatica, il G8 ha affrontato il problema della crisi nell’economia mondiale, confermando un’analisi preoccupata della situazione globale.</p>
<p>Il nocciolo del problema è naturalmente il <strong>caro-petrolio</strong>. L’aumento costante del prezzo della benzina rischia di minare l’economia mondiale, tanto che i membri del G8 hanno fatto appello all’Opec affinché aumenti la produzione e la distribuzione del greggio, almeno nel breve periodo.</p>
<p>Dal lato della domanda, è da sottolineare la nota sull’importanza da parte di tutti i Paese di fare ulteriori sforzi per migliorare l’efficienza e la diversificazione energetica.</p>
<p>Sempre a proposito di prezzi alti si parla di <strong>materie prime</strong>: l’attuale aumento pone in seria precarietà la crescita globale e in forte incremento le pressioni inflazionistiche.</p>
<p>A tal riguardo i Paesi del G8 hanno sottolineato l’importanza della trasparenza nei mercati futures e della stabilizzazione dei prezzi, sia per le materie prime alimentari che per quelle energetiche.</p>
<p>Gli Stati Uniti giudicano “significativi” i progressi fatti su tutte le questioni più importanti a livello globale; anche se sono stati tra i Paesi che hanno bocciato la proposta del Presidente francese Nicolas Sarkozy di aprire il G8 ad altri Paesi, quali Cina e India ma anche Brasile, Messico e Sudafrica.</p>
<p>Il Presidente della Commissione europea, José Manuel Durao Barroso, ha commentato in maniera positiva soprattutto i risultati raggiunti in tema climatico, sottolineando che ora bisogna compiere l’ultimo passo con “un ambizioso accordo” a Copenahgen, dove nel novembre 2009 si dovrà definire il “dopo-Kyoto”, che scadrà nel 2012.
</p>
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		<title>Report USDA</title>
		<link>http://www.commoditytrader.it/2008/07/01/report-usda/</link>
		<comments>http://www.commoditytrader.it/2008/07/01/report-usda/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Agricoli</category>

		<category>Mais</category>

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		<description><![CDATA[Ieri è stata pubblicata la relazione trimestrale dell’USDA. Il report valuta i rapporti sui diversi prodotti agricoli, i dati sulle scorte e gli stanziamenti degli acri di terreno coltivabile per ogni prodotto. Con la pubblicazione dei dati l’USDA si riserva anche di fare alcune previsioni sui mesi futuri, determinando in questo modo possibili cambiamenti nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri è stata pubblicata la relazione trimestrale dell’USDA. Il report valuta i rapporti sui diversi prodotti agricoli, i dati sulle scorte e gli stanziamenti degli acri di terreno coltivabile per ogni prodotto. Con la pubblicazione dei dati l’USDA si riserva anche di fare alcune previsioni sui mesi futuri, determinando in questo modo possibili cambiamenti nei prezzi dei futures agricoli.<br />
<a id="more-116"></a><br />
Il <strong>Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti</strong> ha dichiarato lunedì che i dati del primo giugno mostrano che ci sono più scorte di mais negli statunitensi ora rispetto alla quantità registrata l’anno scorso.</p>
<p>Nella sua relazione trimestrale, l’USDA ha dichiarato che le <strong>scorte di mais</strong> sono di 4,03 miliardi di bushel, pari al 14% in più rispetto all’anno scorso.</p>
<p>Del totale del mais in giacenza il primo giugno 1,97 miliardi di bushel sono stati immagazzinati nelle aziende agricole e 2,06 miliardi sono stati immagazzinati al di fuori della aziende.</p>
<p>In riferimento alla soia, invece, l’USDA ha dichiarato che la quantità di semi di soia in giacenza è stata minore rispetto all’anno scorso.</p>
<p>Al primo giugno le <strong>scorte di soia</strong> erano pari a 676 milioni di bushel, una diminuzione del 38% rispetto all’anno scorso! Secondo la relazione dell’USDA le scorte di semi di soia all’interno della aziende agricole è pari a 227 milioni di bushel, mentre all’esterno è di 449 milioni rispetto al totale.</p>
<p>Anche le scorte di frumento sono in calo. Sempre al primo di giugno le <strong>scorte di frumento</strong> erano parti a 306 milioni di bushel, una diminuzione del 33% rispetto alla stessa data dell’anno scorso. Secondo la relazione le scorte sarebbero così ripartite: 25,6 milioni di bushel all’interno delle aziende agricole, 280 milioni all’esterno.</p>
<p>Lo stesso report USDA dichiara, in base alle scorte, il relativo stanziamento degli acri di terreno tra le due colture: al mais sono stanziati 87,33 milioni di acri e alla soia 74,53 milioni. Queste novità hanno determinato ieri una forte variazione nei prezzi dei due futures: il <strong>mais</strong> è sceso a 737,75 con un calo del –30,00 e una variazione del –4,07%; la <strong>soia</strong> è salita a 1598,00 con un rialzo del +19,00 e una variazione del +1,19%.
</p>
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		<title>Conferenza di Ghedda</title>
		<link>http://www.commoditytrader.it/2008/06/24/conferenza-di-ghedda/</link>
		<comments>http://www.commoditytrader.it/2008/06/24/conferenza-di-ghedda/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 13:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Energetici</category>

		<category>Petrolio</category>

		<category>Oggi nel mondo</category>

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		<description><![CDATA[Che succede ancora sul mercato petrolifero? Nuovi scontri generano confusione a livello internazionale e determinano nuovi rialzi nei prezzi del petrolio, che ieri è salito di 1,38 chiudendo a 136,74 con una variazione percentuale del +1,01%.

Come mai? La situazione mondiale pare in bilico, così l’Arabia Saudita ha convocato la Conferenza di Gedda sull’Energia, un forum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che succede ancora sul mercato petrolifero? Nuovi scontri generano confusione a livello internazionale e determinano nuovi rialzi nei prezzi del petrolio, che ieri è salito di 1,38 chiudendo a 136,74 con una variazione percentuale del +1,01%.<br />
<a id="more-115"></a><br />
Come mai? La situazione mondiale pare in bilico, così l’Arabia Saudita ha convocato la <strong>Conferenza di Gedda sull’Energia</strong>, un forum con l’obiettivo di individuare possibili strategie per contribuire al riequilibrio del mercato petrolifero.</p>
<p>Il problema è che tale conferenza si è aperta con delle premesse negative, in particolare dovute a una visione diversa del problema di base: l’Arabia Saudita ritiene che l’Opec debba aumentare la produzione, mente il Presidente dell’Opec ritiene che non si possa aumentare la produzione e che il rapporto tra domanda e offerta sia equilibrato.</p>
<p>Il segretario generale dell’Opec, Abdalla el-Badri, ha affermato che non ci saranno aumenti nella produzione del greggio e che dunque il prezzo non si abbasserà. <strong>L’Arabia Saudita sfida l’Opec</strong> con dichiarazioni su un aumento della produzione di circa 200.000 barili in più al giorno.</p>
<p>Nel frattempo giunge pure la notizia che la produzione in <strong>Nigeria</strong> sia nuovamente interrotta, determinando un ulteriore calo di 300.000 barili al giorno, che dunque supererebbe l’aumento della produzione promesso dall’Arabia Saudita.</p>
<p>Rimane il fatto che i prezzi salgono. Il presidente dell’Opec Khalil afferma che il problema del costante aumento del prezzo del petrolio non è derivato da un’insufficiente produzione, ma da tre diverse ragioni: la crisi finanziaria negli Usa, la situazione critica tra Iran e Stati Uniti e il crescente peso della produzione di etanolo.</p>
<p>Le capacità supplementari dei paesi Opec sono di circa 3 milioni di barili al giorno: 2 milioni solo dall’Arabia Saudita. Non ci sono però al momento decisioni ufficiali su un eventuale aumento della produzione, soprattutto perché nella realtà dei fatti i dati mostrano che la domanda di petrolio nell’ultimo anno non solo non è aumentata, ma è addirittura diminuita!
</p>
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		<title>Sussidi ai Biofuels</title>
		<link>http://www.commoditytrader.it/2008/06/10/sussidi-ai-biofuels/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 10:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Energetici</category>

		<category>Agricoli</category>

		<category>Etanolo</category>

		<category>Mais</category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 9 giugno l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico dell’agricoltura ha sollecitato ufficialmente l’interruzione delle sovvenzioni ai biofuels, affermando che questo è il modo più rapido ed efficiente di lottare contro l’attuale aumento dei prezzi alimentari.

Stefan Tangermann, direttore del settore alimentare dell’OCSE, ha affermato che la riduzione del sostegno ai biocarburanti è l’unica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 9 giugno l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico dell’agricoltura ha sollecitato ufficialmente l’interruzione delle sovvenzioni ai biofuels, affermando che questo è il modo più rapido ed efficiente di lottare contro l’attuale aumento dei prezzi alimentari.<br />
<a id="more-114"></a><br />
Stefan Tangermann, direttore del settore alimentare dell’<strong>OCSE</strong>, ha affermato che la riduzione del sostegno ai <strong>biocarburanti</strong> è l’unica leva su cui oggi siamo in grado di agire in maniera rapida ed efficace.</p>
<p>Le previsioni dell’OCSE sono che i prezzi dei prodotti alimentari, in particolare di tutti i cereali, rimarranno elevati rispetto alla media; dall’analisi dei dati pare che lo sviluppo dei biofuels sia responsabile di almeno un terzo dei recenti aumenti.</p>
<p>Lo sfruttamento delle terre coltivabili per i biofuels è ormai diventato un argomento assai controverso: i grandi produttori di etanolo, come Brasile e Stati Uniti, negano che vi sia una connessione tra l’aumento crescente delle colture per l’ottenimento di tali carburanti e l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.</p>
<p>La questione è stata discussa settimana scorsa al vertice di Roma, ma non si è concluso con decisioni concrete da parte di nessuno Stato. La Commissione Europea sostiene l’espansione dell’agricoltura per biocarburanti, che entro il 2020 potrebbero supportare il 10% di tutti i trasporti.</p>
<p>Klaus-Dieter Borchardt, vice del Commissario all’Agricoltura, ha sottolineato che tale obiettivo è un imperativo per l’Europa. Secondo il suo punto di vista non dobbiamo fare dei biofuels il capro espiatorio dell’impennata dei prezzi agricoli e dunque alimentari.</p>
<p>Ognuno è libero di avere la propria opinione a riguardo, fermo restando che in ogni politica economica e agricola esistono pro e contro ma anche tante possibili soluzioni. Intanto vediamo che ieri i prezzi dell’<strong>etanolo</strong> sono saliti dello 0,01 con una variazione del +0,28% raggiungendo i 2,4580; mentre il <strong>mais</strong> ha toccato la quota 657,25 salendo di 6,50 con una variazione del +0,99%.
</p>
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		<title>Novità sui coloniali</title>
		<link>http://www.commoditytrader.it/2008/06/06/novita-sui-coloniali/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 08:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Coloniali</category>

		<category>Cacao</category>

		<category>Cotone</category>

		<category>Zucchero</category>

		<category>Caffè</category>

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		<description><![CDATA[È un po’ che non parlo dei coloniali, eppure ogni giorno ne facciamo grande uso. In particolare in questo periodo in cui gli alimentari sono in crisi e i biofuels causano ulteriori rialzi dei prezzi è importante tenere d’occhio i futures coloniali quali cotone, caffè, cacao e zucchero, che sempre più spesso vengono utilizzati quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un po’ che non parlo dei coloniali, eppure ogni giorno ne facciamo grande uso. In particolare in questo periodo in cui gli alimentari sono in crisi e i biofuels causano ulteriori rialzi dei prezzi è importante tenere d’occhio i futures coloniali quali cotone, caffè, cacao e zucchero, che sempre più spesso vengono utilizzati quali sostituti di altri alimenti agricoli.<br />
<a id="more-113"></a><br />
Vediamo nel dettaglio gli spostamenti più rilevanti nella giornata di ieri.</p>
<p>I traders, in attesa di spingere il <strong>caffè</strong> verso il basso, sono stati colti di sorpresa dai contratti per luglio in rialzo. Il movimento è stato probabilmente causato dalle previsioni meteorologiche, che indicano basse temperature nelle foreste del Brasile.</p>
<p>Nuove ondate di acquisti hanno investito il future del caffè, che ha visto aumentare la sua volatilità per la scadenza di luglio e ieri è salito direttamente a 135,80 con un rialzo del +3,05 e una variazione percentuale del +2,25%. Il caffè è però un future noto per l’andamento altalenante e per gli improvvisi cambi di rotta, quindi è altresì probabile che questo rialzo improvviso altro non sia che un colpo di coda volto poi a un’inversione di rotta e un calo maggiore.</p>
<p>Il <strong>cacao</strong> è in calo per la prossima scadenza: ieri il futures è crollato a 2792 scendendo di –4,00 con una variazione del –0,14%. Il volume dei contratti scambiati non è però stato elevato, a indicare che il prezzo potrà facilmente recuperare nei prossimi giorni.</p>
<p>Lo <strong>zucchero</strong> raggiunge i 9,56 con un rialzo del +0,04 e una variazione del +0,42%. Per la scadenza di luglio ci si aspetta un ulteriore rialzo, anche se devono essere considerati gli spreads che spesso causano disattese delle aspettative.</p>
<p>Infine il <strong>cotone</strong>, che è in forte risalita ma non regge ancora le previsioni USDA. Le esportazioni sono notevoli, ma forse non ancora a livelli altissimi. Intanto ieri il futures ha raggiunto i 64,65 salendo di +0,33 con una variazione percentuale del +0,51%. Notevole ma non eccelso.
</p>
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		<title>Petrolio e consumi</title>
		<link>http://www.commoditytrader.it/2008/05/27/petrolio-e-consumi/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 09:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Energetici</category>

		<category>Valute</category>

		<category>Petrolio</category>

		<category>Oggi nel mondo</category>

		<category>Benzina</category>

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		<description><![CDATA[Il gasolio dribbla e sorpassa per la prima volta la benzina con uno scarto di 5 millesimi al litro. L’allineamento dei prezzi si era verificato per la prima volta lo scorso 15 maggio; ma con gli ultimi rincari il prezzo del gasolio si è portato a quota 1,509 euro al litro contro 1,504 euro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gasolio dribbla e sorpassa per la prima volta la benzina con uno scarto di 5 millesimi al litro. L’allineamento dei prezzi si era verificato per la prima volta lo scorso 15 maggio; ma con gli ultimi rincari il prezzo del gasolio si è portato a quota 1,509 euro al litro contro 1,504 euro della verde.<br />
<a id="more-112"></a><br />
Ormai <strong>i costi dei carburanti sono fuori controllo</strong>, col greggio sempre al rialzo e i suoi derivati in salita continua. Ma le conseguenze maggiori si ripercuotono sui cittadini, che si trovano a pagare un prezzo al consumo sempre più alto, sia per quanto riguarda gli energetici che per gli agricoli.</p>
<p>Le denunce arrivavano dalle <strong>associazioni per i consumatori</strong> Codacons, Adusbef e Federconsumatori, che chiedono al più presto un taglio sulle accise dei carburanti di almeno 6 centesimi al litro.</p>
<p>In base ai loro studi, infatti, la previsione è che con questo andamento dei prezzi si raggiungeranno presto aumenti di 240 euro annui per la <strong>benzina</strong> e di 384 euro per il <strong>gasolio</strong>. Considerando tutte le voci al capitolo energia, vanno anche sommati 205 euro l’anno per luce e gas e 175 per il riscaldamento domestico, per una spesa totale media di 672 euro!</p>
<p>Passando dalle previsioni sui consumatori ai prezzi effettivi dei futures in borsa, vediamo il petrolio in rialzo sul mercato elettronico di New York: il <strong>greggio</strong> con consegna a luglio è scambiato a 133,46 dollari al barile con un rialzo del +1%.</p>
<p>In questi stessi giorni, la risalita del petrolio si accompagna col <strong>calo dell’euro</strong> che ha toccato un minimo di 1,5752 dollari dopo il precedente picco a 1,5818. Con la paura dell’inflazione sui prezzi del greggio i traders hanno venduto fino a raggiungere lo stop loss alla Borsa di Londra.
</p>
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		<title>Via col vento</title>
		<link>http://www.commoditytrader.it/2008/05/20/via-col-vento/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 10:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Energetici</category>

		<category>Petrolio</category>

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		<description><![CDATA[I futures energetici sono sempre in aumento, ieri la benzina ha chiuso a 3,2278 con una variazione dello 0,47%; mentre il petrolio ha chiuso a 126,72 lasciandosi ormai alle spalle la famosa e tanto annunciata quota 100. Tutto il mondo civilizzato ha un bisogno primario di energia: come risolvere la questione dato che anche l’etanolo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I futures energetici sono sempre in aumento, ieri la benzina ha chiuso a 3,2278 con una variazione dello 0,47%; mentre il petrolio ha chiuso a 126,72 lasciandosi ormai alle spalle la famosa e tanto annunciata quota 100. Tutto il mondo civilizzato ha un bisogno primario di energia: come risolvere la questione dato che anche l’etanolo, il biofuel per eccellenza, continua la sua scalata portandosi dietro le varie materie prime agricole da cui è prodotto?<br />
<a id="more-111"></a><br />
Una possibile soluzione potrebbe essere quella di alleggerire la domanda mondiale di materie prime energetiche sfruttando altre fonti, dall’energia solare a quella eolica, che spesso ancora sono troppo poco utilizzate. A tal proposito è nato un importante dialogo all’interno della politica americana, in questo periodo assai vivace.</p>
<p>Quattro grandi torri bianche hanno “invaso” la piccola azienda agricola del comune di Rock Port, in Missouri. La loro presenza è imponente, sono alte ben 81 metri, ma le turbine eoliche hanno ricevuto un caloroso benvenuto da tutta la popolazione locale, felice di godersi un’elettricità pulita. L’energia eolica, infatti, non inquina l’ambiente, fornisce entrate fiscali e crea posti di lavoro, così ha affermato Eric Chamberlain, dirigente del Wind Capital Group.</p>
<p>Mentre l’etanolo ha subito una forte crescita, l’energia eolica rappresenta negli Stati Uniti un misero 1%. Per fortuna c’è chi sta osservando l’importanza e la fruibilità di tale tipo di elettricità, tanto che in questi giorni la discussione ha raggiunto il palco politico.</p>
<p>Secondo Randall Swisher, direttore esecutivo della American Wind Energy Association, le persone si stanno finalmente accorgendo dell’impatto climatico del nostro modo di vivere e della conseguente necessità di trovare delle alternative meno dannose.</p>
<p>A dimostrazione di ciò basti dire che l’anno scorso si è registrato un record di 3100 turbine installate in 34 Stati USA per un totale di oltre 25000 turbine in uso negli Stati Uniti, per un investimento di 15 miliardi di dollari.</p>
<p>Secondo le stime del Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti, entro il 2030 l’energia eolica potrebbe fornire il 20% dell’energia elettrica totale degli USA. Dato importante se si pensa alla necessità di rompere la dipendenza dello Stato dal costo di petrolio, gas naturale e carbone.</p>
<p>Sulla questione eolica, il Senatore Barack Obama, in cerca della nomina democratica per la presidenza, ha proposto di investire 150 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per gli investimenti in energie alternative, tra cui eolica, solare e il biodiesel. Hillary Clinton, sua rivale per la nomina, propone altresì l’investimento di 150 miliardi di dollari in 10 anni, con lo scopo di raggiungere quello che ha definito un “nuovo futuro energetico”. Simili dichiarazioni di supporto per l’energia eolica sono arrivate anche dalla parte repubblicana della contesa, anche se non si è parlato in maniera così dettagliata dell’investimento futuro.</p>
<p>C’è però anche chi critica lo sfruttamento dell’energia eolica, in quanto l’imposizione delle turbine rovinerebbe i paesaggi e gli habitat della fauna selvatica. Rimane di certo però il problema dell’estemporaneità del vento quale forma energetica. Le turbine, infatti, non possono essere ancora l’unica fonte di alimentazione energetica, ma un mero supplemento. Considerando però la situazione di crisi globale, tale mero supplemento diventa fondamentale se non vogliamo essere risucchiati dal rincaro del petrolio e degli energetici.
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		<title>Bovini americani in Corea del Sud</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 08:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Commodity</category>

		<category>Carni</category>

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		<description><![CDATA[In Corea del Sud sbarcano una nuova ondata di panico da mucca pazza. Le carni bovine ad esserne affette sono quelle provenienti dagli Stati Uniti, ma gli ispettori coreani hanno dichiarato che la loro opera di controllo è stata ritardata.

Nel mese di aprile la Corea del Sud ha firmato un concordato per revocare l’embargo sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Corea del Sud sbarcano una nuova ondata di panico da mucca pazza. Le carni bovine ad esserne affette sono quelle provenienti dagli Stati Uniti, ma gli ispettori coreani hanno dichiarato che la loro opera di controllo è stata ritardata.<br />
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Nel mese di aprile la <strong>Corea del Sud</strong> ha firmato un concordato per revocare l’embargo sulle importazioni di <strong>carne bovina dagli Stati Uniti</strong>, ponendo però come clausola la possibilità di fare controlli sulle carni importate dagli USA.</p>
<p>Dal 2003, infatti, Seoul aveva vietato le importazioni per le spedizioni contenenti materiali legati alla trasmissione dell’encefalopatia spongiforme bovina, meglio conosciuta come morbo della mucca pazza.</p>
<p>Lo scorso giovedì si è diffusa la preoccupazione per le carni in arrivo; per cercare di tamponare il dilagare del panico i piani ufficiali prevedevano l’invio di ispettori già ieri agli impianti statunitensi, per controllare le carni importate.</p>
<p>L’invio degli ispettori è stato però rimandato a causa di alcune divergenze politiche sulla questione della quantità dei controlli da effettuarsi e sulla loro programmazione.</p>
<p>I leader dell’opposizione hanno dichiarato che non hanno intenzione di tornare a un libero commercio finché gli ispettori di Seoul non saranno liberi di esaminare le carni bovine importate. Kim Hyo-seuk ha dichiarato, infatti, l’inutilità della discussione sulla ratifica di un contratto di libero commercio senza affrontare a fondo la questione della qualità delle carni importate dagli Stati Uniti.</p>
<p>Nel frattempo ieri il mercato <strong>futures delle carni bovine</strong> ha risentito di questa situazione politica e ha registrato un calo. Il contratto in scadenza a giugno ha chiuso ieri a 94,300 scendendo del –0,23 con una variazione percentuale del –0,24%.
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		<title>Dal raccolto alla tavola</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 13:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category>Generale</category>

		<category>Commodity</category>

		<category>Energetici</category>

		<category>Agricoli</category>

		<category>Argomenti caldi</category>

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		<description><![CDATA[Cambiano le economie globali, cambiano i consumi e cambierà ancora di più il nostro modo di vivere se, come pare, la situazione dei mercati mondiali rimarrà pressoché uguale. Di cosa sto parlando? Del fatto che in due mesi il prezzo del frumento è sceso del 40,64% mentre il prezzo del pane e della pasta è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cambiano le economie globali, cambiano i consumi e cambierà ancora di più il nostro modo di vivere se, come pare, la situazione dei mercati mondiali rimarrà pressoché uguale. Di cosa sto parlando? Del fatto che in due mesi il prezzo del frumento è sceso del 40,64% mentre il prezzo del pane e della pasta è decollato. Come è possibile?<br />
<a id="more-109"></a><br />
Secondo <strong>Maurizio Mazziero</strong>, direttore generale di <strong>ClubCommodity</strong>, le cause dei rialzi dei prezzi delle materie prime sono strutturali e non si risolveranno in breve tempo: da un lato abbiamo la costante crescita della domanda da parte delle economie emergenti; dall’altro la crescita di produzione di biocombustibili che sfruttano i raccolti, mentre le rese per ettaro calano a causa del global warming.</p>
<p>Mazziero fa anche notare che in molti casi si addita come causa di questa drammatica situazione la speculazione all’interno dei mercati delle materie prime. Ovviamente questa è una pura semplificazione di una situazione ben più complessa. A dimostrazione di ciò, il direttore generale di <a href="http://www.clubcommodity.com/" title="ClubCommodity">ClubCommodity</a> porta l’esempio del riso.</p>
<p>Gli scambi al CBOT di Chicago del future del riso sono estremamente scarsi, mediamente 150-200 contratti al giorno, eppure il prezzo dello stesso è salito di oltre il 50% nel 2008, inseguendo così le quotazioni nel mercato reale. La speculazione è intervenuta proprio negli ultimi giorni con scambi di oltre 1.400 contratti, ma per ma per spingere al ribasso i prezzi raggiunti: nell’ultima settimana il prezzo è infatti sceso di circa l’11%!</p>
<p>La situazione, dunque non determinata dalle speculazioni in Borsa, è che <strong>i prezzi della maggior parte dei prodotti alimentari stanno aumentando</strong>. Secondo uno studio della Coldiretti, il prezzo del pane negli ultimi venti anni è aumentato del 419% nonostante, come abbiamo detto sopra, quello del grano sia diminuito.</p>
<p>Le statistiche dimostrano che nel tempo <strong>i prezzi del grano hanno avuto un andamento opposto a quello del pane</strong> e che, mentre i primi diminuivano, i secondi hanno continuato ad aumentare senza alcuna correlazione con la materia prima. Secondo l’analisi della <a href="http://www.coldiretti.it/" title="Coldiretti">Coldiretti</a> per pane, pasta fresca e dolci il prezzo dal campo alla tavola si moltiplica rispettivamente di 12, 20 e 70.</p>
<p>Quali saranno le <strong>conseguenze</strong>? La Coldiretti prevede drastici cali dei consumi domestici, che già sono scesi del - 6,2 % pane e - 2,6 % per la pasta nel corso dell’ultimo anno. Maurizio Mazziero ribadisce che “nei prossimi anni non avremo altra scelta che modificare i nostri consumi alimentari, cercando di incrementare la produzione di energie rinnovabili, in particolare solare ed eolico”.
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